Ecco i destinatari della raccolta fondi per la ricerca

Fondi per la ricerca2018-06-04T17:58:26+00:00

E’ solo quando un problema di salute ci tocca da vicino che si scopre un mondo assolutamente nuovo, in cui si affastellano termini a tentare di spiegare cause e cure. C’interessiamo, approfondiamo, sentiamo pareri, una, due, molte volte. Scopriamo persone che fino al giorno prima vedevamo in un modo, essere malate esattamente come noi, allora crediamo di sentirci meglio, di non essere soli. Allo stesso tempo cominciamo a percepire gli altri con occhi diversi, come se ci giudicassero, se sapessero, allora ci sentiamo “persi”.
Quante volte ci viene chiesto di “aiutare” i meno fortunati, di donare “qualcosa”, di contribuire alla ricerca? D’istinto crediamo siano alla nostra portata le cure per tutto, come quando abbiamo mal di testa ed è sufficiente estrarre una compressa da un blister per tornare in forma in un momento. Purtroppo questo non è vero per ogni malattia e forse non lo sarà mai! La medicina ha fatto grandi passi avanti e problemi che fino a qualche anno fa erano irrisolvibili, oggi vengono affrontati con molta serenità. Ma c’è ancora tanto da fare!
Offrire il proprio aiuto spesso non è misurabile, non si possono verificare subito i risultati, non si capisce quale anello si è “consolidato” con il nostro contributo e quanto importante è stato per garantire il proseguimento della ricerca verso la cura.
Su queste basi abbiamo voluto rendere concreto, tangibile e verificabile chi siano i destinatari dei fondi che stiamo raccogliendo dal lavoro della ONLUS nata in memoria di Francesca Pirozzi. Lei avrebbe voluto così, pignola e precisa in ogni cosa, sarebbe stata contenta se, grazie a questo modo di ricordarla, di renderla “presente” fra noi, potessimo trovare una strada per la cura di malattie come la sua.

Ci abbiamo messo del tempo per capire cosa fare e come muoverci, abbiamo visto e sentito tanta gente con diverse possibili strade da seguire. Quando per caso, come sempre capitano le cose migliori, abbiamo incrociato un gruppo di ricercatori.
Fino ad allora non avevamo un’idea chiara di cosa volesse dire essere ricercatori. Forse solo perché non ci avevamo mai pensato! Abbiamo scoperto che sono persone come noi, con una famiglia ed un lavoro che, a differenza di tutti noi, li porta ogni giorno a sperimentare modi e tecniche per ottenere risultati “tangibili” in una continua corsa contro il tempo.
Ci siamo incontrati più volte, abbiamo voluto capire il loro lavoro e come potevamo essere d’aiuto in modo concreto. Ma prima di ogni cosa abbiamo voluto sapere cosa vuol dire fare ricerca. Abbiamo voluto capire il significato di ogni passaggio per pianificare un progetto reale, tangibile, misurabile. Non è detto che alla fine del percorso otterremo un risultato positivo in senso assoluto, ma è avendo chiara la meta da raggiungere e le singole tappe ben definite per arrivarci, che potremo comprendere il percorso fatto ed i risultati ottenuti.
Quando abbiamo presentato la ONLUS dicevamo che il ricavato di donazioni spontanee e delle varie attività, sarebbero stati destinati non genericamente “alla ricerca” ma volevamo avere un nominativo preciso!
Obiettivo raggiunto, la convenzione che abbiamo firmato è tesa a finanziare il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino.

Il gruppo dei ricercatori di questo Dipartimento sta lavorando da tempo allo sviluppo di nuove strategie sperimentali per studiare le caratteristiche epigenetiche di modelli biologici complessi. Tra le loro recenti scoperte, in collaborazione con un gruppo di chimica del Dipartimento di Scienze Pure ed Applicate dell’Università di Urbino, vi è stata la caratterizzazione di una nuova classe di molecole in grado d’interferire con la struttura del DNA e, si ipotizza, con la struttura della cromatina (sostanza presente nel nucleo delle cellule, composta da DNA e proteine), inducendo interessanti risposte biologiche nei modelli cellulari tumorali.
Vogliamo parlare di questo progetto con un linguaggio comprensibile, chiunque vorrà contribuire deve avere chiari tutti i dettagli per poter festeggiare in modo consapevole ad ogni traguardo raggiunto!
Se la definiamo alla wikipedia “la ricerca scientifica è un’attività condotta da scienziati, avente lo scopo di scoprire, interpretare e revisionare fatti, eventi, comportamenti e teorie relative a qualunque ambito della conoscenza e dell’esperienza umana … usando metodi intersoggettivi e condivisi, cioè basati sul metodo scientifico”.
E poi cosa succede? Troviamo la medicina in farmacia? Il dottore ci fa la ricetta? Basta una veloce seduta in ospedale? Purtroppo non è così, il percorso è lungo e complesso, ce lo siamo fatti raccontare nel dettaglio, volevamo capire bene, per spiegarlo bene.
Francesca, come le ragazze, i ragazzi e le persone che ci hanno lasciato, a causa di qualsiasi forma di tumore, leucemia o linfoma, purtroppo non torneranno indietro ma il cercare di evitare a tanti altri lo stesso destino, è il minimo al quale possiamo tendere.
Prima di arrivare ad avere la “medicina” da somministrare devono essere condotti vari studi ed esperimenti in laboratorio, dapprima “in vitro” (utilizzando cellule “coltivate” in laboratorio) successivamente “in vivo” (sugli animali) e da ultimo, in caso di risultati positivi e dopo che sono state verificate sicurezza e tollerabilità del potenziale farmaco, sull’uomo ed ottenute le debite autorizzazioni, iniziando la sperimentazione su soggetti malati.
In questa fase, detta di ricerca clinica, si verifica se sia possibile ottenere il blocco della progressione della malattia, fino anche ad una sua regressione o solo migliorando la qualità della vita del paziente.

I ricercatori del Dipartimento di Scienze e Biomolecolari e del Dipartimento di Scienze Pure ed Applicate dell’Università degli Studi di Urbino, hanno identificato e sviluppato una classe di composti (poliammino-bis-maltoli – PABMs) caratterizzati dalla capacità d’indurre una spiccata attività biologica nei confronti delle cellule tumorali. Nel corso di questi ultimi anni, gli studi condotti hanno portato ad importanti risultati sperimentali pubblicati su riviste scientifiche internazionali di acclarata fama.
“Valutazione di Poliammino-bis-maltoli (PABMs), una nuova classe di composti derivati dal maltolo, quale possibile strategia terapeutica antineoplastica, sia singolarmente che in combinazione con farmaci ad azione demetilante del DNA” è il titolo del progetto di ricerca che abbiamo deciso di finanziare che sostanzialmente è focalizzato a:

  1. Approfondire il meccanismo molecolare alla base dell’attività biologica dei PABMs nei confronti di modelli cellulari umani (rappresentativi non solo di malattie del quadro emopoietico – come leucemie e linfomi – ma anche di tumori solidi allo stato attuale ancora scarsamente o nulla responsivi alle terapie note, quali il carcinoma mammario triplo negativo ed il glioblastoma multiforme). Solo capendo in maniera dettagliata il loro meccanismo d’azione si potrà avere la possibilità di modificarli e di renderli ancora più efficaci.
  2. Verificare in vitro se la combinazione terapeutica dei PABMs con farmaci demetilanti del DNA attualmente utilizzati in oncologia, possa rendere quest’ultimi ancora più efficaci e, potenzialmente, allargare il loro utilizzo nei confronti di altre neoplasie ad oggi non responsive alle terapie convenzionali. Ci sono ancora molte forme di tumore che non beneficiano di terapie efficaci ed una delle strategie è quelle di rendere biologicamente attive le molecole già in nostro possesso combinandole con altre che ne potenziano l’attività.
  3. Verificare in vivo la possibilità che i PABMs (da soli od in regime di co-trattamento con le molecole demetilanti) possano essere tollerati ed efficaci in modelli tumorali murini (derivanti da cellule tumorali di soggetti malati).

Il progetto molto dettagliato è a disposizione di chiunque lo volesse vedere, in questa pagina abbiamo reso pubblica solo una sintesi che ne fotografa il quadro generale.

Sarà solo al raggiungimento dell’obiettivo che potremmo pensare di continuare il lavoro per “aiutare” la ricerca verso la sperimentazione clinica. Per questo tutta l’attività sarà costantemente monitorata e saranno resi pubblici tutti i contenuti ed i dati ottenuti sia sul nostro sito che in eventuali pubblicazioni.

Noi ci crediamo!