Perchè una Onlus

Perchè una Onlus2018-06-04T15:35:26+00:00

Francesca avrebbe detto “ma dai!”, troppa roba per lei, schiva e riservata ma concreta e tenace. L’idea di fare un’Associazione a suo nome, una ONLUS, forse non le sarebbe piaciuta per il fatto di mettersi in mostra ma l’obiettivo di poter essere utile agli altri l’avrebbe vista subito in prima linea.
Quando ha conquistato l’ultimo attestato d’istruttore di nuoto era già malata e non ha più potuto scendere in piscina, ha dovuto smettere anche di donare il sangue e le mancava quel suo “essere utile agli altri” che si è sempre portata addosso.
Ci abbiamo pensato un anno, sembra ieri che Francesca non ci guarda più con i suoi occhi sempre sorridenti, alla fine abbiamo deciso con un po’ di persone che la conoscevano di fare un’Associazione e chiamarla FRANCESCA PIROZZI ONLUS.
Principalmente gli obiettivi sono due, da un lato creare dei materiali “utili” a chi si ammala come lei, a chi ha parenti e amici coinvolti, per utili intendiamo con dei “contenuti”, delle informazioni dei dati concreti e dall’altro generare dei fondi per la ricerca.
Le donazioni potranno essere un modo per accumulare risorse ma puntiamo soprattutto sulla pubblicazione e la diffusione di storie, racconti ed esperienze.

Abbiamo fatto il primo passo pubblicando “Il cibo ideale” un libro che, oltre ai contributi di chef ed esperti nutrizionisti, ha all’interno la tesi di Francesca sull’alimentazione nei pazienti trattati con chemioterapia. E’ stato il suo modo di affrontare la malattia, mentre completava il percorso di studi in Scienze e Tecnologie Erboristiche presso l’Università di Modena, lavorava alla creazione di uno strumento utile per la sua laurea ma soprattutto a chi avesse dovuto affrontare le cure come lei.

Il ricavato del libro “Il cibo ideale” sarà destinato a finanziare i ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino che hanno identificato e sviluppato una classe di composti caratterizzati dalla capacità d’indurre una spiccata attività biologica nei confronti delle cellule tumorali. Non soldi dati a caso quindi ma con un obiettivo verificabile. Per questo tutta l’attività sarà costantemente monitorata e saranno resi pubblici tutti i contenuti ed i dati ottenuti sia sul sito che in eventuali pubblicazioni.

Marco, il padre, sta scrivendo anche un libro sul percorso di Francesca da quando si è ammalata, “lo avevamo progettato insieme, lo doveva fare lei e le avrei dato solo una mano, questo era l’accordo”. Francesca voleva che ragazzi come lei o chiunque avesse dovuto affrontare una malattia come la sua, sapesse cosa doveva succedere giorno per giorno. Lo voleva fare perché aveva sempre pensato di uscire vincitrice e nei moltissimi momenti di sconforto che si abbattono sui guerrieri come lei, voleva sapessero che la battaglia era lunga e dura ma alla fine la guerra si vinceva!
Questo non è successo a Francesca ma la forza con la quale ha combattuto, l’energia che ci ha messo fino all’ultimo secondo prima di chiudere gli occhi, vogliamo possa aiutare chi come lei dovrà affrontare un pezzo di vita così buio.


Tutto questo magari è un progetto folle oppure, se le cose funzionano, potremmo creare un caso di comunicazione su un tema di cui non si parla, non si sa nulla fino a che non ti tocca da vicino, quando la “brutta malattia” ci bussa alla porta e si presenta. Magari non funziona come ci stiamo immaginando ma in un altro modo che andremo a scoprire. Comunque vada ci sembra di avere ancora Francesca qui!